Procreazione e Fecondazione Artificiale

PRO.ANDROS CENTRO PROCREAZIONE E FECONDAZIONE ARTIFICIALE PUGLIA

Nel Centro Procreazione e Fecondazione Artificiale Puglia, l’inseminazione artificiale con il deposito dello sperma nella vagina, nel collo o nel corpo dell’utero è una pratica molto utilizzata.

Dalle origini mitiche…..
Secondo Didier David, uno degli autori del libro “ l’inseminazione artificiale umana, un nuovo modo di filiazione “, il mito di Perseo rappresenta l’archetipo della procreazione artificiale. Il personaggio centrale di questa leggenda è Acrise, il nonno di Perseo. Divenuto re di Argo e maritato, Acrise non riesce che ad avere una figlia, Danae; inquietato perché non ha un discendente maschio, chiede all’oracolo, che gli assicura un discendente, ma gli fa la profezia che morrà ucciso da suo nipote.
Acrise crede di sfuggire alla profezia rinchiudendo la figlia lontana da ogni contatto maschile. Ma la bellezza di Danae fa che lo stesso Giove se ne innamori. Il re degli Dei trasforma il suo seme in una pioggia di oro che va ad inseminare la bella Danae. Il mito dell’inseminazione artificiale è nato. Alla stessa maniera, nella religione cattolica, Maria, restando vergine, è fecondata dallo Spirito Santo.

…..Alla terapia
I primi tentativi di inseminazione artificiale furono effettuati su animali.

Dopo la scoperta degli spermatozoi, “ animaluncoli spermatici “, contenenti il germe del futuro essere, i medici nel XVIII cercarono di capirne il mistero. “….stentammo molto a trovarli… ma con incomparabile allegrezza vidimmo questo tanto decantato e ameno spettacolo e lo ammirammo….guizzavano vispi e snelli…flagellavano l’onda di quella linfa seminale con la coda…e alzando la mente all’Autore supremo della Natura, Lo supplicammo ad illuminarci per conoscere il fine di un così numeroso esercito di viventi in ogni vivente e segnatamente in un liquido così prezioso che è l’inciampo di ogni filosofo”. Antonio Vallisneri (1662-1730), Istoria della generazione dell’uovo e degli animali.

Nel 1780 un ricercatore italiano, Lazzaro Spallanzani, dopo le sue note sperimentazioni sulla rana, ottenne la fecondazione di una cagna. “ Iniettò, durante l’epoca dei calori, nei suoi genitali attraverso una siringa riscaldata a 38 gradi, sperma preso da un cane della stessa razza. La cagna partorì , dopo 62 giorni, 3 cuccioli che assomigliavano a lei e al cane che aveva donato il seme “ De Caux ( 1847 ) Historia de le Generation del l’homme ).

Nel 1799 il celebre chirurgo inglese Hunter, eseguì la prima inseminazione artificiale nella specie umana per trattare un caso di ipospadia ( riduzione delle dimensioni del pene ).

Le indicazioni principali furono all’inizio le turbe sessuali.

Il decano dell’Università di Parigi affermò che “ …queste tecniche possono riuscire utili nelle donne frigide, che sono insensibili al godimento sessuale, che hanno antipatia per l’uomo e preferiscono la masturbazione. Il marito può preferire l’inseminazione se la moglie ha una traspirazione forte, una pelle scura e oleosa, un odore di cimici, un alito fetido, dei denti difettosi, un fisico viziato, qualche difetto della fisionomia, del linguaggio, dello sguardo, dell’altezza, uno spirito stupido…..e poi un accorciamento straordinario o una lunghezza smisurata del pene, o una sua abnorme grossezza….una pancia eccessiva. “
La sterilità maschile diventò la principale indicazione all’inseminazione artificiale che ebbe grande applicazione per tutto il XIX secolo, e fu praticata nel rispetto del pudore della donna, della vergogna della masturbazione del marito e della dignità del medico.

Questa continuità scientifica che si svolge nel tempo, quasi un filo di Arianna che attraverso i labirinti della ricerca ha condotto inevitabilmente alla scoperta di nuove realtà nel campo della biologia della riproduzione.
Attualmente abbiamo molte nozioni, che ci permettono di spiegare molte manifestazioni della vita, ma non dobbiamo dimenticare che coloro che ci hanno preceduto nel tempo, anche se con sistemi più empirici, meno raffinati, avevano avuto intuizioni fondamentali per il successivo corso delle ricerche e che ogni singolo passo sia stato frutto non di improvvisazione o di mera ripetizione tecnica, ma di profonda passione ed impegno.

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